CONTRAILS

"RESILIENZA" Fanzine fotografica 2019

Tripla fanzine fotografica in occasione della mostra collettiva "RESILIENZA" 2019
Edizione limitata in 100 esemplari autografati
Per info e acquisto : contrails17@gmail.com

© Cristina Maestri
© Massimo Gorreri
© Massimo Marazzini


Resilienza - Mostra fotografica del Collettivo Contrails

Presentazione di Valeria Ferraro

Resistere agli urti, adattarsi, tornare alle condizioni originali.
La resilienza, dal termine originariamente usato in fisica per descrivere una qualità dei metalli, è diventata sinonimo della capacità di resistenza di una persona agli “urti” della vita. Essere resilienti, oggi, è una qualità ambita, che consente ad individui e gruppi di superare tanto le piccole avversità quotidiane quanto le situazioni traumatiche, come la fuga dalle guerre e dai contesti disagiati. E’ quanto vogliono raccontare le storie dei fotografi del collettivo Contrails: Massimo Marazzini, Cristina Maestri e Massimo Gorreri. Tre storie, tre modi diversi di rappresentare un unico concetto, attraverso il proprio sguardo e la propria sensibilità personale.

Massimo Marazzini, nel lavoro “ Io, Luigi Lucchi ”, racconta la scelta di vita di Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, nell’Appennino parmense, dalla personalità scomoda e carismatica. Rieletto più volte, dal 2009, Lucchi è un uomo che si spende per il suo territorio e che riesce a trasformare le difficoltà in un punto di forza, continuando a professare un’incrollabile “fede laica” nella politica e nel socialismo. Le immagini di Marazzini ci portano nel mondo di Lucchi: mostrano il sindaco nella sua veste ufficiale durante le cerimonie pubbliche e nei suoi momenti privati, svelano l’uomo, i suoi gesti, i suoi spazi.
Il colore richiama quello delle scene di teatro e ben rappresenta il contesto di un uomo che, in fondo, vive costantemente da prim’attore il palco pubblico. La stessa voce di Lucchi si ritrova nelle didascalie poste a corredo delle foto, con trascrizioni delle frasi ascoltate o pubblicate, in un connubio di parola e immagine che ben trasmette la filosofia di vita del sindaco basata su lotta e sogno, perché “ l’uomo senza sogni muore ”.

Cristina Maestri, con il suo progetto “ La ricchezza nell’incontro: il progetto ABI ”, esplora un altro contesto, quello di un piccolo centro intergenerazionale, frutto di un progetto di Unicoop, a Piacenza. Nel centro s’incontrano due tipologie di ospiti: gli anziani della casa di riposo e centro diurno e i bambini dell’asilo. La vivacità e l’energia dei piccoli contagia anche gli anziani, che grazie ai nuovi compagni di “giochi”, ritrovano un ruolo sociale. Allo stesso tempo, i piccoli trovano dei nuovi nonni, figure adulte che, in passato, erano punti di riferimento per le comunità e, oggi, sono relegati ai margini di una società che cerca di adeguarsi ai tempi frettolosi di una modernità sempre più in corsa. Come spiega la stessa autrice: “ resilienza è reinventarsi, i miei anziani ritrovano un ruolo nella società; reinventano una loro utilità umano-emotiva. La vita per loro, ormai, è in discesa, ma finché avranno di che occuparsi, non sarà un pensiero costante ”. Le delicate immagini, dai colori vivi e allegri, ci mostrano i momenti di gioco, i pasti condivisi, il reciproco aiuto e, soprattutto, lo scambio di gesti d’affetto tra i piccoli e i nonni acquisiti.

Massimo Gorreri testimonia, infine, la condizione dei migranti della Balkan Route con il lavoro “ Without Borders ”. Le immagini mostrano le condizioni di vita precarie e le violenze subite, presso la frontiera croata, a Velika Kladusa. Evocano scene che la maggior parte dei media tende a mostrare ormai solo quando c’è qualche notizia di rilievo, mentre il flusso di migranti, silenziosamente, continua il suo percorso verso l’Europa, a tre anni dall’accordo con la Turchia sulla chiusura dei confini. In aggiunta alla testimonianza fotografica c’è quella del racconto del fotografo, che porta a riflettere sulla consapevolezza di chi scatta e di chi è soggetto dell'immagine: la stanchezza e lo scoraggiamento di chi è ripreso in momenti vulnerabili si può tradurre in scoppi di rabbia verso chi scatta, una riposta emotiva normale per chi è da mesi in condizione di stress, e può arrivare a credere che quella condizione diventerà permanente. La presa di coscienza del fotografo del dramma umano ed emotivo delle persone accampate al confine e la consapevolezza del migrante di un ascolto sincero portano ad un reale scambio umano. Le foto restituiscono l’autenticità di questo scambio e il profondo impegno a raccontare il cammino dei migranti, mossi dalla speranza di una vita migliore.

Il tema della Resilienza si ritrova, quindi, con diverse declinazioni - individuale, politica e sociale - nei tre lavori proposti dagli autori di Contrails, nonostante la diversità di scelta del contesto e delle forme espressive, dal colore e i primi piani di Maestri e Marazzini, al bianco e nero e all’alternanza di paesaggi e persone di Gorreri, ma in ognuno dei lavori si ritrova un comune invito al (lettore)lo spettatore ad affinare il proprio sguardo per trovare, per sé o per aiutare gli altri, nuove risposte e modalità di superamento delle avversità.
Storie di vita più vicine o di chi è culturalmente diverso, persone oggi dipinte come una minaccia, ma che alla fine cercano di recuperare una condizione di vita dignitosa e, spingendosi ancora oltre, il diritto di sperare nel futuro.






Link
https://www.contrails.it/resilienza_fanzine_fotografica_2019-a9411

Share link on
CLOSE
loading